Pubblicato il: 22/06/2022 alle 12:08
Da oltre un anno i sindacati hanno cercato di sensibilizzare il Governo Regionale ed in particolare l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana in ordine alla problematica inerente i circa 280 lavoratori Asu ormai da 8 anni in servizio nei siti periferici afferenti al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali. Si ricorda che con sentenza n° 199/2020 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 09/09/2020 n° 37 la Corte Costituzionale ha sancito il transito in utilizzazione diretta presso il Dipartimento Regionale Beni Culturali di circa 280 lavoratori ASU, utilizzati fino a Febbraio 2019 nei siti culturali siciliani in virtù di illegittimi protocolli d’intesa promossi dal Dipartimento Regionale Beni Lavoro d’intesa con il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali.
Per gli effetti della sentenza n° 199/2020 già citata, la Regione Siciliana e nella fattispecie l’Assessorato Regionale Beni Culturali, assurge di diritto ad Ente Utilizzatore dei suddetti lavoratori. Sull’Ente Utilizzatore grava incontrovertibilmente l’incombenza di provvedere ad individuare un percorso di stabilizzazione lavorativo. La Regione Siciliana e nello specifico l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali nonostante gli obblighi inderogabili di legge non ha provveduto ancora a predisporre un programma di fuoriuscita per il personale persistendo nell’ingiustificata inadempienza. Nell’ultimo incontro tra sindacati e Dipartimento Regionale dei Beni Culturali avvenuto lo scorso 6 giugno, sempre nell’ottica collaborativa e costruttiva , al fine di superare le criticità finanziarie in ordine alla concessione di un’integrazione salariale del personale ASU, su richiesta dei sindacati, il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali , nonché il Capo di Gabinetto dell’assessorato Regionale dei Beni Culturali erano addivenuti alla decisione condivisa di convocare “a stretto giro di posta” il Dirigente Generale del Dipartimento Lavoro ed il Ragioniere Generale della regione Siciliana, ma in atto, nonostante l’impegno assunto dagli “attori istituzionali” citati non solo nei confronti dei sindacati ma anche e soprattutto nei confronti dei lavoratori utilizzati, si rimane incomprensibilmente ancora in attesa di un risolutivo incontro. E’ intollerabile ad avviso dei sindacati la superficialità e la scellerata “leggerezza” con le quali sia il Dipartimento Regionale dei Beni Culturale e l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali affrontano le sorti di 280 nuclei familiari che devono vergognosamente vivere con appena 600 euro mensili , ragion per cui i sindacati chiedono con forza le dimissioni dell’assessore regionale dei Beni Culturali dott. Alberto Samonà e del dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni Culturali dott. Calogero Franco Fazio e proclamano lo sciopero di tutto il personale Asu in servizio presso i siti culturali siciliani, per oggi, mercoledì 22 giugno, giovedì e venerdì. Si rappresenta che, oltre all’astensione dalle attività lavorative, il personale si radunerà in assemblea nei seguenti siti: Museo salinas (Palermo); Soprintendenza dei Beni Culturali (Caltanissetta); Parco archeologico della Valle dei Templi(Agrigento); Parco archeologico di Cava d’Ispica(Ragusa); Museo regionale “Agostino Pepoli” (Trapani); Museo regionale Messina e Parco archeologico Naxos Taormina(Messina.)