Pubblicato il: 07/11/2019 alle 16:29
Avviata al reparto di Medicina Interna dell'ospedale Sant'Elia, guidato dal primario Federico Vancheri (nella foto con la ricercatrice Chiara Donfrancesco), l'indagine conoscitiva sui fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili promossa dall'Istituto Superiore della Sanità. Nel 2018 è stata avviata una nuova indagine che si propone di valutare la distribuzione dei fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili e la prevalenza di alcune condizioni a rischio come ipertensione arteriosa e obesità, favorendo l’individuazione degli ambiti in cui è necessario realizzare strategie di prevenzione, diagnosi ed assistenza. L’indagine si svolge in diverse regioni italiane. Nell’ambito della Regione Siciliana, il Comune di Caltanissetta è stato prescelto per partecipare a questa nuova indagine in considerazione dell'intensa attività di sorveglianza e prevenzione che viene condotta. In questi giorni, uomini e donne di età compresa fra i 35 e i 74 anni, selezionati casualmente tra i residenti del Comune di Caltanissetta, saranno sottoposte gratuitamente ad esami (misurazione pressione, densitometria ossea, peso, altezza, analisi urine) e alla raccolta di informazioni sugli stili di vita. Abbiamo chiesto al primario dell'Unità Operativa di Medicina Interna, Federico Vancheri, cosa è emerso dall'indagine che ha preso avvio da lunedì e che, dopo un primo stop, riprenderà la prima settimana di dicembre.
Dottore Vancheri quali sono gli esami che state eseguendo e come procede l'indagine.
E' un'indagine epidemiologica sullo stato di salute di un campione rappresentativo della popolazione. Sono state chiamate 200 persone, nella fascia di età tra i 35 e i 74 anni, suddivise secondo i generi. Saranno sottoposte a indagini antropometriche, dosaggio del sodio nelle urine, raccolte nelle 24 ore, esame elettrocardiografico, ecocardiografico ed ecocolordopler delle carotidi. E' come dire una finestra sullo stato di salute sulla nostra popolazione. Tutte le persone convocate sono state scete a caso dalle liste elettorali, quindi con metodologia statistica randomizzata e quindi in questo senso affidabile e confrontabile con altri studi analoghi. Del resto qui a Caltanissetta abbiamo anche una lunga esperienza di studi epidemiologici perché abbiamo collaborato con l'Istituto Superiore della Sanità anche nel 2008 e nel 1998.
La finalità degli esami è solo quella statistica oppure chi viene qui per fare questi esami può anche prevenire determinate malattie?
Intanto c'è uno spaccato sullo stato di salute della persona che poi può ricevere anche consigli su cosa fare dopo e in ogni caso siamo in stretto contatto con i medici di medicina generale che sono il primo osservatorio di queste persone. E quindi tramite loro indirizzeremo queste persone e, se possibile, ne miglioreremo lo stato di salute.
Fino ad oggi cosa è emerso?
E' emerso che c'è un aumento del peso generale delle persone e una minore attenzione alla alimentazione. Quindi questa volta si punta molto sullo stile di vita.
E per ciò che concerne il fumo di sigarette?
Il fumo di sigarette è aumentato molto tra le donne e tende paradossalmente a ridursi negli uomini. Questo sta determinando un livellamento del rischio cardiovascolare tra uomini e donne. Mentre prima era più elevato tra gli uomini, e più basso tra le donne adesso queste ultime stanno raggiungendo gli uomini.
Quindi l'invito per la popolazione qual è?
Dare molta importanza allo stile di vita. Proprio questa mattina un signore di 45 anni, assicuratore, mi ha detto io faccio un check up ogni anno. Ho cercato di spiegare che ha poco senso fare tanti esami ogni anno, è molto più importante concentrarsi sullo stile di vita, non fumare più, mantenere il peso, fare attività fisica. E questo a lungo termine avrà benefici molto più importanti che non un banale controllo.
Quale altro dato è emerso per quanto riguarda gli stili di vita?
Sicuramente da molti anni ormai è chiaro che tutta la popolazione fa un eccessivo consumo di sale cosa che ha dei riflessi importanti sulla rigidità dei vasi e quindi sull'incremento della pressione arteriosa. E quindi uno degli obiettivi dell'Istituto Superiore di Sanità è quello di orientare a un minore consumo di sale che è tanta salute guadagnata.