Pubblicato il: 23/04/2021 alle 11:56
La città di Caltanissetta è stata zona rossa per oltre 35 giorni. I casi in Sicilia ieri hanno superato i 1200. Le scuole non garantiscono la sicurezza e nelle classi non c’è il distanziamento adeguato p er proteggersi dal virus. I trasporti non sono sufficienti per tutti gli studenti e soprattutto per una didattica al 70%. Gli studenti vogliono il diritto allo studio ma con sicurezza, una sicurezza che negli istituti della città è assente.
“Oltre 4000 studenti hanno risposto negativamente alla richiesta di rientro in presenza- dichiarano gli studenti organizzatori della protesta- i dati sono riportati nel sondaggio preparato dalla Rete degli Studenti Medi di Caltanissetta.” “Abbiamo deciso di assentarci dalle lezioni giorno 23 aprile – continuano i rappresentanti degli istituti e la Rete degli Studenti Medi”. La situazione non sarebbe stata sostenibile e a causa dei problemi strutturali e della scarsa organizzazione nei confronti delle necessità dei pendolari.
Auspichiamo che le istituzioni mettano a disposizione dei sindaci la possibilità di valutare e decidere come meglio comportarsi sulla base dei mezzi e degli strumenti che il territorio ha a disposizione. La città di Caltanissetta è stata zona rossa per oltre 35 giorni. I casi in Sicilia ieri hanno superato i 1200. Le scuole non garantiscono la sicurezza e nelle classi non c’è il distanziamento adeguato per proteggersi dal virus. I trasporti non sono sufficienti per tutti gli studenti e soprattutto per una didattica al 70%. Gli studenti vogliono il diritto allo studio ma con sicurezza, una sicurezza che negli istituti della città è assente.
“Oltre 4000 studenti hanno risposto negativamente alla richiesta di rientro in presenza- dichiarano gli studenti organizzatori della protesta- i dati sono riportati nel sondaggio preparato dalla Rete degli Studenti Medi di Caltanissetta.” “Abbiamo deciso di assentarci dalle lezioni giorno 23 aprile – continuano i rappresentanti degli istituti e la Rete degli Studenti Medi”. La situazione non sarebbe stata sostenibile e a causa dei problemi strutturali e della scarsa organizzazione nei confronti delle necessità dei pendolari. Auspichiamo che le istituzioni mettano a disposizione dei sindaci la possibilità di valutare e decidere come meglio comportarsi sulla base dei mezzi e degli strumenti che il territorio ha a disposizione.