Pubblicato il: 28/02/2023 alle 17:00
Voglio raccontare una storia di "Buona sanità". Mi trovavo fuori sede e mi arriva una chiamata: "Mamma sta male, forse ha avuto un attacco epilettico ed è stata portata al pronto soccorso. Forse ha un ictus". Scappo vado a Caltanissetta e da lì inizia l'Odissea. La nostra Odissea … Dopo gli accertamenti è emerso che mamma aveva un meningioma che comprimeva il cervello. Detto fatto, ci affidiamo al reparto di Neurochirurgia e al primario che l'ha operata, il dottore Luigi Basile. Dopo un paio di inevitabili rinvii, mamma il 17 gennaio del nuovo anno subisce il delicato intervento. Tutto bene… Forse potremo tornare alla normalità, abbiamo pensato. Anche perché il primario di Neurochirurgia ha fatto un ottimo lavoro e l'intervento è andato bene. Dopo due giorni e senza alcuna responsabilità dell'intervento, inizia l'afasia e poi una crisi epilettica dietro un'altra e d'urgenza si decide di mettere la mamma in coma farmacologico, in Rianimazione. Ci sta cinque giorni e dopo l'estubamento si sveglia alle 48 ore. Ecco adesso sembra che il tutto possa passare. Un farmaco che mamma assume per il diabete insieme ad altri, che sarebbe lungo da spiegare, riducono mamma in fin di vita. Una gravissima forma di Acidosi Metabolica combinata, la stava portando via. Viene deciso dal personale medico, di chiedere il consulto del dottore Antonio Burgio, primario del reparto di Medicina, specialista in questo campo. La speranza non passa. Non una lacrima. Bisognava dare aiuto. L'equipe medica del dottore Burgio si mette al lavoro. Minuziosamente monitorano la mamma. Verificano ogni cosa. Intanto noi familiari, troviamo conforto nel personale infermieristico e negli OSS. Umani … Indaffarati nel recuperare la vita di mamma. Ogni medico stressato dalle troppe domande, rispondeva alla richiesta di chiarimenti quando ancora risposte non se ne potevano dare. Il dottore Burgio in particolare, sempre propositivo, ci dava le spiegazioni più sottili. L'ha presa per i capelli … L'hanno presa per i capelli. L'hanno salvata. La riabilitazione sarà lenta e impervia ma l'hanno salvata. Questa storia andava raccontata perché non tutta è "Malasanità" … Questo è il caso opposto. La "Buona sanità. La sanità che funziona, che può rassicurare un po', che con empatia ha aiutato anche i parenti .
Grazie
Nunzio Bonadonna