Pubblicato il: 10/02/2022 alle 17:16
"Si informano i parenti dei pazienti degenti in pronto soccorso che le informazioni sullo stato di salute dei propri cari verranno fornite esclusivamente in presenza e nelle fasce orarie 13-14 e 19-20. Si chede inoltre all'utenza di non sostare nella sala di attesa del pronto soccorso fuori dalle suddette fasce orarie". E' l'avviso affisso all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Elia, firmato dal primario Salvatore Amico, dal 30 settembre scorso. Nonostante il cartello sia chiaro, proseguono le proteste di alcuni utenti che vorrebbero avere informazioni telefoniche sullo stato di salute dei propri parenti a qualsiasi ora del giorno e qualcuno continua a lamentare sui social di non riuscire a mettersi in contatto con i sanitari. Contatto telefonico che peraltro può avvenire solo in uscita, cioè da parte dei sanitari sul numero indicato nella cartella del paziente e non in entrata. Il perché è presto detto. Da un lato c'è la privacy, e i sanitari non sanno con chi realmente parlano al telefono, se la chiamata arriva in ricezione, e dunque è necessario il contatto in presenza. Dall'altra parte, ed è anche comprensibile, i medici devono impiegare il loro tempo a curare i pazienti, disporre esami, somministrare terapie. E proprio per questo hanno destinato orari precisi in cui notiziare i parenti. Ovviamente, mentre le informazioni ordinarie vengono date in quelle fasce orarie, saranno gli stessi medici a chiamare i parenti dei malati in caso di dimissione, trasferimenti, decesso o altre urgenze.