Pubblicato il: 13/01/2021 alle 20:41
“Con questa foto ringrazio Gela e il loro buon senso”. Il commento è del presidente del Consiglio comunale Totò Sammito e la foto è stata scattata oggi all’imbrunire. Dopo le feste e i festini, i pranzi e le cenette di Natale, le giocate a carte e il brindisi di fine anno, ecco che è stata messa la parola fine. “Basta giocare, la situazione è delicata” ha detto oggi il sindaco Lucio Greco nel corso della conferenza stampa convocata per annunciare le ulteriori misure restrittive entrate in vigore a Gela per contenere la pandemia. Misure che vanno al di là e che sono molto più restrittive di quelle contenute nell’ordinanza emanata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Gela si presenta silenziosa, una città che sprizza energia da tutti i pori e che sembra essersi, improvvisamente, addormentata. E ora tutti a ripetere: ce lo aspettavamo. Perché in realtà, quello che è successo nel periodo natalizio era sotto gli occhi di tutti e tutti sapevano, tutti erano complici e tutti ripetevano la litania “vedremo cosa succederà dopo le feste”. E’ successo in realtà ciò che doveva succedere. E il lockdown che ha chiuso nuovamente i gelesi a casa come si verificò ad inizio pandemia, non è stato un fulmine a ciel sereno. Tutta colpa di chi non ha rispettato le regole. Ma la colpa, come ha rimarcato anche il sindaco non può e non deve ricadere solo sui gelesi. Lo ha detto il primo cittadino: “Abbiamo una carenza di strutture sanitarie e una carenza di forze dell’ordine e vigili urbani”. Però adesso, per fortuna "dopu ca a Sant’Aita a rubbaru, ci ficiru i porti ’i ferru". Adesso non si scherza più. Ci saranno diversi posti di blocco, scatteranno i controlli e verranno predisposti "servizi d'ordine puntuali, precisi e capillari". Ma adesso a pagarne le conseguenze saranno tutti i gelesi, non solo "quelli indisciplinati e con assoluta mancanza di senso civico” ma anche i "trasfertisti" che a Natale tornano ad assopare il profumo di casa, costretti a lavorare fuori perchè la loro amata e disgraziata terra non riesce a tenerli tra le sue braccia e coloro che la mattina si svegliano alle 5 per un pezzo di pane.