Pubblicato il: 19/06/2020 alle 13:07
La storia di Francesco Messina Denaro e Matteo Messina Denaro. Padre e figlio, dai primi delitti fino all'ascesa in seno alla mafia, raccontati nel corso della requisitoria per il processo al superlatitante, accusato di essere uno dei mandanti degli attentati di Capaci e via D'Amelio.
"E' solo sul finire degli anni Novanta che cominciano a coagularsi elementi nei confronti di Francesco Messina Denaro, che fino a quel momento, dal punto di vista giudiziario, era quasi uno sconosciuto", ha detto il pm Gabriele Paci al processo che si celebra davanti alla Corte d'assise di Caltanissetta.
"E' attraverso le dichiarazioni dei collaboratori – ha continuato Paci – che si arriva finalmente a delineare lo spessore criminale di Francesco Messina Denaro. Balduccio Di Maggio è il primo fra tutti a indicarlo come capo della provincia di Trapani. Di Maggio disse che padre e figlio furono nell'89, rispettivamente mandante ed esecutore, dell'omicidio di quattro persone nelle campagne di Partinico. Per questo delitto furono condannati all'ergastolo. Questo è l'unico omicidio, tra quelli conosciuti, in cui partecipano insieme padre e figlio ed è una sorta di passaggio di testimone. In pochi mesi la figura di Francesco Messina Denaro evaporerà".
"Anche Ciro Vara – ha aggiunto Paci – indica con certezza Francesco Messina Denaro come capo mandamento di Castelvetrano e capo della provincia di Trapani, e lo stesso Giovanni Brusca dice che Toto Riina stravedeva per Francesco Messina Denaro".