Pubblicato il: 21/10/2013 alle 18:21
E’ corposo il dossier elaborato dai legali di WWF e Legambiente che nei giorni scorsi è stato depositato presso gli uffici di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Caltanissetta. Un dettagliatissimo esposto – con allegati decine di documenti, materiale fotografico ed elaborati tecnici – che denuncia uno ad uno “gli illeciti commessi dalla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dalla ditta incaricata in occasione della strage di circa 50 alberi – scrivono in un comunicato stampa Ennio Bonfanti (FOTO 1) e Alessandro Giugno (FOTO 2), rispettivamente presidente del Wwf e di Legambiente Caltanissetta – anche monumentali e quasi tutti perfettamente sani e vitali, e della devastazione dell’altra vegetazione e delle strutture del parco dell’ex sanatorio Dubini. Le ipotesi di illecito sono molteplici: dall’abusivo sradicamento e taglio di alberi alla illecita sottrazione del legname ricavato; dal movimento terra e lavori urbanistico-edilizi non autorizzati all’alterazione di luoghi sottoposti a vincolo di tutela paesaggistica; dalla devastazione di bellezze naturali al danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede. Più una serie di reati contro la Pubblica amministrazione, poiché sono state violate anche le più basilari norme che regolano l’attività di un Ente pubblico, con gravissimi e plateali abusi d’ufficio”.
Secondo le due associazioni ambientaliste “inevitabilmente questa denuncia farà scattare le immediate indagini da parte della Magistratura, che dovranno individuare le singole responsabilità penali per quanto occorso ed accertare l’entità del danno ambientale arrecato”. Tant'è che Legambiente e wwf hanno già anticipato che si costituiranno come parte civile in quanto “persone offese” nel procedimento giudiziario.
Ennio Bonfanti, presidente del WWF Caltanissetta, ed Alessandro Giugno, presidente del Circolo Legambiente di Caltanissetta, intervengono in merito alle recenti dichiarazioni dei vertici dell’Azienda sanitaria provinciale: “Le affermazioni del dott. Elio Barnabà con le quali si tenta di fare passare il messaggio per cui chi si oppone alla devastazione del Parco Dubini non vuole l'elisoccorso, sono mistificatorie. Un maldestro tentativo di contrapporre le legittime richieste di dotazioni sanitarie alla altrettanto legittima volontà di salvaguardia di uno dei rari giardini storici di cui la Città è dotata. Probabilmente sorprenderà soltanto l'illustre Barnabà sapere che anche gli ambientalisti gradiscono la più elevata dotazione di servizi sanitari possibile, e che riteniamo che l'elisoccorso si debba realizzare. Ma non facendo scempio di un sito riconosciuto “bellezza naturale” e calpestando in maniera arrogante ed inaccettabile la legge e le procedure che impongono pareri preventivi della Sovrintendenza ai Beni Culturali, autorizzazioni comunali”, concludono Bonfanti e Giugno.