Pubblicato il: 06/03/2025 alle 13:18
(Adnkronos) – Da oggi è già visibile sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze il grande neon "Sex and Solitude" che accoglierà a partire dal 16 marzo i visitatori della mostra "Tracey Emin. Sex and Solitude", a cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Intervento site-specific della 61enne artista britannica Tracey Emin, questa intensa dichiarazione visiva illumina in un azzurro vivido l'architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi. L'opera introduce immediatamente nell'universo di Emin, "in cui la scrittura diventa immagine e le parole acquistano una presenza fisica che ne amplifica l’impatto emotivo", ha sottolineato Galansino presentando l'intervento. Da sempre l'artista fa della propria grafia una firma riconoscibile, un tratto distintivo della sua pratica che fonde confessione e affermazione. Le sue opere testuali, dirette ed essenziali, evocano emozioni intime con un’immediatezza che coinvolge visceralmente il pubblico. Emin sfrutta la luce come amplificatore emotivo, trasformando la parola scritta in un segno pulsante. "Tracey Emin. Sex and Solitude", aperta dal 16 marzo al 20 luglio, è la più grande mostra mai realizzata in Italia dedicata a una delle artiste britanniche più famose e influenti del panorama contemporaneo. L'esposizione indaga la poliedrica attività di Emin che spazia tra pittura, disegno, video, fotografia e scultura, sperimentando tecniche e materiali come il ricamo, il bronzo e il neon. Il titolo fa riferimento a due parole chiave, sesso e solitudine, che permeano le oltre 60 opere di un percorso che attraversa diversi momenti della carriera di Tracey Emin, dagli anni Novanta a oggi, in un intenso viaggio sui temi del corpo e del desiderio, dell’amore e del sacrificio. Molte delle opere sono presentate in Italia per la prima volta, assieme a nuove produzioni, in diversi media, realizzate in occasione dell’esposizione. Celebre per un approccio diretto e crudo nella sua arte, Tracey Emin dà vita a opere in cui momenti intimi e privati si trasformano in metafore esistenziali che riflettono sulla sessualità o la malattia, sulla solitudine o l’amore. Attraverso una ricerca onesta e fortemente autobiografica, Emin traduce esperienze personali in opere intense e potenti, in cui il linguaggio diretto ed esplicito delle sue celebri frasi al neon si unisce alla forte materialità dei suoi dipinti e delle sue sculture. Tracey Emin è nata nel 1963 a Croydon, Londra, ed è cresciuta nella città costiera di Margate. Nell’arco della sua carriera ha sviluppato una pratica artistica che spazia tra disegno, pittura, arazzi, ricami, film, sculture in bronzo e installazioni al neon. L'artista trae ispirazione dalla propria vita, facendo riferimento a esperienze profondamente intime: dalla sua storia sessuale agli abusi subiti, dall’aborto alle relazioni affettive, fino, più recentemente, al cancro e alle sfide legate alla sua salute. Nel 1999 ha attirato enorme attenzione mediatica quando è stata candidata al Turner Prize e ha esposto My Bed alla Tate Gallery di Londra. L’opera, realizzata l’anno precedente durante un periodo di forte instabilità emotiva, mostra il letto sfatto dell’artista circondato da oggetti personali e altri resti, come preservativi, biancheria macchiata di sangue, bottiglie di alcol vuote e mozziconi di sigaretta. Da quel momento la carriera di Emin ha conosciuto una crescita costante: nel 2007 ha rappresentato il Regno Unito alla 52. Biennale di Venezia e nel 2011 è stata nominata Professore di Disegno presso la Royal Academy, diventando una delle due prime donne a ricoprire questo ruolo nella storia dell’istituzione. Oggi Emin è ampiamente riconosciuta a livello istituzionale. Recentemente ha inaugurato a Margate i Tracey Karima Emin (Tke) Studios, uno spazio professionale per artisti interamente da lei sovvenzionato, che include anche la Tracey Emin Artist Residency (Tear), una residenza artistica gratuita in studio. Nel 2024 è stata insignita del titolo di 'Dame' nell'ambito dei premi conferiti in occasione del compleanno del re Carlo, come riconoscimento del suo contributo all'arte. (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)