Pubblicato il: 23/09/2019 alle 17:27
E’ ripreso questa mattina all’aula bunker di Caltanissetta il processo sul “Sistema Montante” che si celebra con rito ordinario. Al centro dell’udienza di oggi gli accertamenti, da parte della guardia di finanza, della vendita di alcuni arredi per ufficio alle ditte Sidercem di Caltanissetta e Msa di Serradifalco. La prima faceva capo a Marco Venturi, la seconda ad Antonello Montante. Il primo a salire sul banco dei testimoni è stato Francesco Paolo La Vecchia, Luogotenente della Guardia di Finanza in servizio a Caltanissetta. “Mi fu chiesto di accertare se furono venduti degli arredi per ufficio alle ditte Sidercem e Msa. L’input – ha spiegato La Vecchia, rispondendo alle domande del Pm Stefano Luciani – nasceva da una relazione fatta dal dottore Paolo Buono, commercialista, che si era occupato di verificare delle posizioni relativamente a queste società che ci era stata inviata. Fui investito dal colonnello Alongi di occuparmi di questa cosa. L’unica cosa che mi era stato detto di fare era quella di andare ad acquisire la documentazione di queste società. L’attività è iniziata nel luglio del 2010. I rapporti commerciali che ci fu chiesto da verificare riguardavano gli anni 2001 e 2002”. Dopo La Vecchia, sul banco dei testimoni è salito Giulio Alongi, colonnello della Guardia Di Finanza. “La delega fu fatta inizialmente dal pm al nucleo di Polizia Giudiziaria e poi fu estesa al nucleo di Polizia Tributaria che già si stava occupando di una verifica fiscale alla Sidercem. Erano passati 9 anni e la società Arredi Polizzi era anche fallita. L’acquisizione della documentazione della società Msa avvenne in più momenti e il registro Iva non fu consegnato perché era rimasto distrutto a seguito di un temporale. Si tratta di un registro fondamentale. Riscontrammo la presenza di un assegno di 35 milioni e 400 mila lire rilasciato dalla Msa in favore della Arredi Polizzi. Il retro evidenziava che era stato cambiato in contanti presso la stessa sede dove era stato emesso che era un fatto, visto l’importo, un po’ anomalo. Un importo così, se non c’è l’autorizzazione del direttore della banca nemmeno me lo cambiano. Questa circostanza la segnalai perché era una cosa anomala perché una somma simile in genere va messa in conto corrente”. Rispondendo alle domande degli avvocati della difesa Giuseppe Panepinto, Giuseppe Dacquì e Mario Bellavista, il colonnello Alongi ha aggiunto: “Non ho mai avuto pressioni da nessuno. Tutti gli accertamenti di mia competenza erano stati fatti e non mi sono confrontato con il maggiore Orfanello o altri. Venturi non l’ho mai visto. Montante sì, in alcune occasioni istituzionali, ma non c’è stata nemmeno l’occasione di stringerci la mano”. Assente il commercialista Paolo Buono che oggi sarebbe dovuto salire sul banco dei testimoni. Al terminne dell'udienza l'avvocato Annalisa Petitto, difensore di Alfonso Cicero, parte offesa e parte civile nell'inchiesta sul Sistema Montante, ha prodotto copiosa documentazione in vista dell'udienza del 30 settembre 2019.